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martedì, 30 novembre 2004
Scusate l'assenza, ma questa e' stata una settimana da pura turista. Non da una turista qualunque, bensi' da turista abruzzese. Che non e' uguale. Vi spiego: e' venuta a trovarmi la mia mamma (¡Hola Mamy!) e, oltre a fare shopping e a visitare Santander(che con le lucette di Natale ha tutta un'altra magia), si e' mangiato molto..L' alimentazione e' totalmente cambiata: non c'e' stato un giorno in cui non ho mangiato qualcosa di prelibato e la parola "prelibato" nel vocabolario della lingua italiana prevede la definizione "cucina abruzzese" (tacconi fatti a mano -maltagliati all'uovo che dir si voglia- al ragu', sagne e fagioli, cacio e ovo, pecorino e molti altri... non so se rendo). Sabato sera abbiamo anche preparato una deliziosa cenetta a base di prodotti tipicamente e unicamente italiani ai miei genitori spagnoli, i quali sembrano aver gradito (anche se non tutti). Da tipica mamma abruzzese d.o.c., invece di preparare cibo per 12 persone, ne ha preparato per 40... Sono avazate montagne di polenta gratinata al forno con mozzarella e parmigiano, bauli di sagne e fagioli... Abbiamo pensato di preparare la tipica bustina stile "ricevimento di matrimonio all' abruzzese" per Fed, il solito greco( il quale un giorno mi ha chiesto di chiedergli da quanti giorni non mangiava e la risposta e' stata 5), ma l'avremmo rivisto solo il giorno dopo, al Casino': e che vuoi far sprecare pasta e fagioli? Il giorno seguente, mentre perdevamo i nostri soldi alla roulette, avevamo in una busta vicino alla borsa sagne e fagioli...al Gran Casino' di Santander... A ma', sole nu'...
postato da: MissPalmy | 22:31
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mercoledì, 24 novembre 2004
Sono tornata nel "paese dei campanelli", il gia' citato Corte Ingles (questa volta ho cambiato giacca, pero' !). Ho preso un caffe' nella catena similMcDonald che si chiama "PizzaFiore" : mi sono semplicemente colassata quando ho letto la scritta dietro la maglia del ragazzo del bar: "Ci vediamo alla prossima, ciao!"...Semplicemente ridicolo... Scopo del ritorno nel luogo dove mi hanno dato della ladra, e' stato la visione del film "El lobo", campione d'incassi qui in Spagna. Il lungometraggio e' basato su una storia vera e ricostruisce gli anni in cui "Il Lupo" rimase infiltrato nell'Eta, tra il 1973 e il 1975, operazione che portò all' arresto di circa 150 "etarra" (la quarta parte dell'Eta), tra cui la cupola dell'organizzazione. I servizi segreti del franchismo proposero a Mikel Lejarza, un giovane basco che aiutava gli attivisti dell'Eta, che si infiltrasse nell' organizzazione, in cambio di soldi, affinchè scoprisse i piani degli attentati della banda e li rivelasse alla polizia che poteva così evitarli. "El Lobo" riuscì ad arrivare alla cupola e dopo l'arresto dei dirigenti più importanti, fu abbandonato dai servizi segreti, spaventati in quel momento della debolezza del regime franchista e dall'imminente arrivo della democrazia, nel 1975, dopo la morte di Francisco Franco. Scoperto dagli "etarras", l'organizzazione tappezzò le pareti del Paese Basco con manifesti con la sua foto con sotto la scritta "Se busca" (Ricercato). Un autoctono mi ha spiegato che da allora si racconta che tutti gli "etarras" armati portano una pallottola di riserva per lui e che Lejarza, il quale cambiò il suo nome e si sottomise ad un'intervento di chirurgia estetica, vive da allora circondato da estreme misure di sicurezza (deve proteggersi le mani con dei guanti, non ne ho capito bene il perche') e mantiene ancora rapporti con i servizi segreti. Sono riuscita a capire quasi tutto, tranne ovviamente le conversazioni in basco, ma erano tutte sottotitolate: qui in Spagna da una regione ad un'altra non capiscono i dialetti. E' come dire che un Pescarese non capisce una persona che parla romanaccio... Assurdo...
postato da: MissPalmy | 11:40
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lunedì, 22 novembre 2004
Come ogni sabato ormai, siamo andati in giro per i paesini della Cantabria e questo sabato e' stata la volta di Barsena Mayor. Il paesino e' piccolissimo, ma le case in pietra e legno (nella foto) gli danno "il carico a briscola". Fondamentalmente, pero', e' stato un sabato mangereccio. Prima di andare a Barcena ci siamo fermati a fare l'aperitivo a base di chorizo(simile ad una lonza, ma piu' porca e piu' secca), patatine fritte e mosto bianco in un bar zezzissimo che stava pieno di ragazzi (per gli abruzzesi: come Serrone prima del restauro). Dopo neanche 2 ore eravamo seduti in un ristorante a lato del fiume e abbiamo mangiato il mitico Cocido Montañes, una zuppa con fagioli (la prima volta che li mangio in tutta la mia vita, mamma sicuro non ci credera'), verza, chorizo, carne di maiale, grasso e patate...Una bomba a orologeria... Ho avuto bisogno di tre quarti d'ora per alzarmi dal tavolo.... Visto che eravamo di passaggio e in orario, siamo anche andati a vedere la bassa marea nella baia di San Vicente De La Barquera. E' uno spettacolo allucinante vedere tutte quelle barche "imbrizzicate" nella sabbia per l'effetto del mare che indietreggia... Il nostro Cicerone Blanca ci ha spiegato che avviene tutti i giorni 2 volte al giorno e a me m'e' balenato in mente (in uno strano momento offuscato) di andare a raccogliere le telline ... Un ruttino al sapor di Cocido Montañes mi ha svegliato, per fortuna...
postato da: MissPalmy | 12:51
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venerdì, 19 novembre 2004
Finalmente lunedi' siamo andati a farci un giro in questo famosissimo Corte Ingles. Altro che Iper, Auchan, Ipercoop e tutto il resto degli ipermercati che ci sono a Pescara. Piu' che centro commerciale il Corte Ingles e' una "citta' commerciale". Una biblioteca con tanto di sedie e tavoli per leggere, un multisala enorme, un bowling e 4 piani di negozi: la particolarita' e' che non sono divisi da mura, e' come se fosse tutto un unico negozio. Solo alla fine di un agglomerato di negozi c'e' la classica porta anti-taccheggio, per intenderci quella che suona se passi senza aver pagato qualcosa.. Pur non avendo rubato niente, in qualsiasi porta passassi suonava l'allarme . Ho chiesto il perche' ad una commessa e lei mi ha spiegato che forse era qualcosa di metallico che avevo nella borsa, che portava a far scattare l'allarme. Insomma, figuracce su figuracce per 4 piani di centro commerciale, quando alla fine arrivo alla porta principale. Vado per uscire e... ovviamente risuona l'allarme . Mi si avvicina il signore della sicurezza, un tipo grassottello con la faccia simpatica, e mi chiede di aspettare li' sulla porta perche' doveva andare a prendere il metal detector portatile, non so come si chiami (per intenderci quello che sembra una spazzola). Tutti i clienti mi guardavano come se fossi una ladra, ed io mi sono collassata di risate a vedere tutte quelle facce indagatorie e dubbiose . Passato il metal detector ovunque , abbiamo scoperto che era un talloncino metallico antitaccheggio cucito all'interno della giacca. Abbiamo riso entrambi su questa cosa, io aprendogli la borsa in faccia e lui scherzando sulla mafia italiana (ormai e' un classico). Morale della favola: la prossima volta che vado al Corte Ingles ci vado in costume...
postato da: MissPalmy | 15:31
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giovedì, 18 novembre 2004
Da bravi italiani, stiamo cercando un metodo per falsificare i biglietti dell'autobus. Una sola corsa all'interno della citta' costa 1 euro, mentre la corsa che porta ai centri commericali o all'aeroporto costa 1,50 . I costi elevati forse dipenderanno dal tipo di servizio che offrono: sull'autobus ci sono riscaldamento e musica. Nell' autobus che ci ha portato da Bilbao a Santander (100 km a 10 euro), ci hanno offerto cioccolatini, salatini, coca (cola ) o acqua a scelta, le cuffiette per sentire le sei stazioni radio situate su ogni sedile (una stazione era l' audio del programma televisivo che stavano trasmettendo sull'auto) e una borsa di plastica con la scritta della compagnia, per intenderci di quelle con cui si fa la spesa. Il fatto comunque rimane questo: perche' dover affrontare spese inutili, quando possiamo sfruttare il nostro essere italiani ? I biglietti sono semplici pezzi di cartone, in bianco e nero(cosi' non ci andiamo sotto con l'inchiostro a colori) e non esistono controllori. Bisogna necessariamente mostrare il biglietto all' autista del mezzo e farglielo timbrare. Sara' fattibile? Ci aggiorniamo.. ¡Adios!
postato da: MissPalmy | 13:41
| commenti (10) la ciudad de santander, gli spagnoli
martedì, 16 novembre 2004
Fino ad una settimana fa, la musica che stava accompagnando questo mio Erasmus era quella che avevo accuratamente selezionato in Italia. Mi sono attrezzata comprando un lettore mp3, arrangiando l'amplificazione stereo con due vecchie casse per pc e masterizzando qualcosa come 300 mp3 ma a distanza di quasi 2 mesi avevo imparato a memoria la successione di tutte le canzoni. Tutto questo fino ad una settimana fa, quando Jose' mi ha masterizzato 2 cd: uno di Bebe (la nipote di Paco de Lucia) e quello che a me piace di piu', Melendi (il ragazzo nell'immagine), cantautore asturiano che ha avuto un grande successo con la canzone "Con la luna llena", canzone che e' stata anche la colonna sonora della Vuelta de España (la gara ciclistica). Se vi capita di beccarlo in un programmino p2p scaricatevi qualche sua canzone e fatemi sapere se vi piace. ¡Hasta pronto!
postato da: MissPalmy | 14:59
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domenica, 14 novembre 2004
Che giornata! Ieri siamo partiti da Santander alle 12.00 e siamo arrivati a Potes (paesino del Pico De Europa) per le 13.30, alla famosa festa dell' Orujo. Io, il Siculo, Fed e la loca Blanca (Fed ci ha raggiunto verso le 20.30 in autostop...sta fuori di testa completamente). L' Orujo bianco, prima forma di Orujo, e' fondamentalmente la nostra grappa, ma esistono anche diverse creme di Orujo (crema bianca, al melone, alla mela verde... inutile dirvi che le ho assaggiate tutte ). Abbiamo mangiato come dei maialini in un ristorante con un menu' del giorno che sembrava uno di quei pranzi di matrimonio all'abruzzese, di quelli che entri alle 13.00 ed esci (se ne esci vivo) intorno alle 2.00 del mattino..(tutto questo alla modica cifra di 9 euro). Verso le 18.00 abbiamo assistito all'inaugurazione della festa sotto un capannone allestito appositamente per la maledetta pioggia che qui in Cantabria non fa altro che scendere e scendere .. La festa consiste nell'aspettare tutti insieme la distillazione del prodotto, cantando, ballando, divertendosi e parlando con tutti per poi, ovviamente procedere all' "assaggio" . Cicchetti gratis per tutti! Descrivervi l'atmosfera che c'era ieri sera potrebbe quasi sminuirla: musica di montagna allegra e festosa, tutti che ballavano con tutti, "trenini umani" che partivano da ogni angolo della festa e s'incrociavano, baci e abbracci, risa e chiacchierate con persone totalmente sconosciute e ovviamente ubriache . Ma soprattutto nessuna rissa, massimo rispetto per la fila di persone che aspettavano di avere il cicchetto dietro al bancone e gentilezza con tutte le persone accanto: un ragazzo, vedendo che avevo le mani vuote mi mette il suo cicchetto nelle mani e mi dice:" Devi sempre avere un cicchetto con te. Puoi anche sorseggiarlo, non devi necessariamente berlo tutto in una volta". Un clima di festa MAI visto uguale. semplicemente UNICO . Mi sono divertita molto, soprattutto a vedere Fed che, completamente ubriaco, accimentava tutti: e' andato da un ragazzo che era al telefono per domandargli se era la ragazza quella con la quale stava parlando(...no comment...); ha conosciuto il padrone di una fabbrica di Orujo che aveva uno stand li' alla festa che l'ha preso in simpatia e gli ha regalato una bottiglia del prezioso nettare e Fed, per ringraziarlo, si e' messo ad aiutarlo a distribuire i cicchetti da dietro al bancone. Ad un certo punto della festa, pero', l'avevo perso di vista. L'ho ritrovato solo a musica spenta che cercava di mandare un sms, senza riuscirci molto ... Dopo poco ha vomitato anche l'anima ... Mi sono armata di coraggio e sono stata tutto il tempo a reggergli la testa, sia all'aria aperta che in macchina, dato che ha continuato a vomitare anche per tutto il viaggio di ritorno... "L' Orujo fa molto male", mi ha detto un signore anziano quando mi ha visto aiutare Fed, "il tuo amico stara' cosi' per almeno 2 giorni". Vi faro' sapere che ne e' stato di lui...
postato da: MissPalmy | 17:40
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giovedì, 11 novembre 2004
Il giorno dopo del mio arrivo in Spagna, sono andata all' universita', esattamente all' ORI (Oficina Relaciones Internacionales) per comunicare il mio arrivo e per ultimare le faccende burocratiche. Mi hanno dato un pacco di scartoffie da compilare e, fra tanti moduli, la richiesta di adesione al Corso di Idioma (120 euro solo la grammatica, 160 euro grammatica e conversazione ). Ovviamente quel modulo e' ancora in bianco. Ho deciso che avrei fatto a meno del corso e che avrei imparato da sola la lingua, parlando con la gente e aiutandomi con il vocabolario. Ma ho trovato di meglio: Jose', il barista del Ventilador del quale vi ho parlato alcuni post fa, e' il mio ufficiale Profesor de Castellano y Profesor de malas palabras oltre ad essere il mio barista di fiducia . I primi tempi mi correggeva e mi spiegava quando e come usare i verbi (per noi italiani i verbi spagnoli sono micidiali: tengo hambre significa ho fame. Si usa il verbo tenere al posto del verbo avere quasi sempre. Bisogna entrare nella forma mentis napoletana per poter parlare bene ). Dopo un mese e mezzo di grammatica, superato il livello base, abbiamo iniziato con il corso intermedio: Corso intensivo di parolacce. Ormai le so quasi tutte, ma non solo perche' Jose' le ripete continuamente (le parolacce sono un intercalare costante nella lingua spagnola. Per esempio lui mi chiama hija de la gran puta ... -mamma tu non c'entri niente-), ma anche perche' rimangono impresse meglio nella mia memoria, chissa' perche'... Prima di partire pensavo che De puta madre (la recente e famosa firma italiana) fosse il classico modo per insultare le mamme, ma Jose' mi ha pazientemente spiegato che si dice esta' de puta madre quando una cosa sta da Dio, quando e' bella. Ieri ha voluto l'url del mio blog per visitarlo e mi ha spedito un sms lamentandosi del fatto che fosse citato una sola volta. Cosi' oggi ho deciso di dedicargli un post intero. Para Jose' :¿Estas feliz ahora, hijo de la gran puta? Te quiero mucho.
postato da: MissPalmy | 16:02
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martedì, 09 novembre 2004
Bella Hawaiana, attaccati a sta banana...
Mitico Albertone... Una sera della scorsa settimana sono tornata a casa dal Rubicon (pub nel quale sono ormai abituee') canticchiando questo motivetto: "Ma 'ndo' vai se la banana non ce l'hai...", ovviamente c'era una ragione; non me ne sono uscita di testa, state tranquilli... Durante la serata ho parlato con gente di tutto il mondo, era una serata Erasmus improvvisata: norvegesi, svedesi, l'immancabile greco Fed (ormai mio amico fidato), tedeschi, francesi, inglesi e americani. Fra gli americani c'era una graziosa ragazza hawaiana di nome Mary che commentava i risultati delle elezioni in America. Ridendo e scherzando il tema s'e' spostato sull'amore e lei con il sorriso sulle labbra mi ha detto in inglesñol (mix fra inglese e spagnolo):"Io sono fidanzata, sono qui in Erasmus con il mio ragazzo." E me lo indica. Mi sembrava un hawaiano un po' anomalo: aveva i tratti tipicamente tedeschi, e infatti non mi sbagliavo. Marco e Mary stanno insieme da 3 anni: lui tedesco e lei hawaiana, si sono conosciuti in Sud Africa e hanno approfittato del progetto Erasmus per vivere 9 mesi insieme...
Ora, la domanda e' questa: Amore vero o pura follia?
postato da: MissPalmy | 11:54
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lunedì, 08 novembre 2004
Prima o poi doveva succedere... Ebbene si', ieri sera siamo andati al Casino. Eravamo in 5: io, Alf, il Siculo, Fed il greco e Ronan, un ragazzo francese( Ipse Dixit: io sono francese, non bevo vino spagnolo ...ndr: l'importante nella vita e' essere convinti...) Controversie enologiche a parte, siamo entrati in questo lussuoso e illuminatissimo edificio, dove all'ingresso due simpatiche signorine hanno segnato tutti i nostri dati: ci mancava solo che ci chiedevano il numero del conto corrente bancario... Passata la frontiera, ci siamo addentrati nella vera sala da gioco: volte alte e scenografate, luce calda, un bar lussuoso, tavoli in radica e sedie imbottite, cameriere in divisa e finalmente... i tavoli da gioco! Ho passato almeno tre quarti d'ora a guardare allibita un signore (il sosia del killer Donato Bilancia) che giocava a Black Jack puntando 50 euro a botta. Questo signore era al tavolo da solo, s'e' fatto un vero e proprio petto a petto col crupier. Mentre perdeva inesorabilmente, parlava dei fatti suoi e del fatto che il giorno dopo sarebbe andato a "svernare" al Sud... Che vita difficile... Vedendomi interessata al gioco, mi ha invitato a sedermi e a giocare, ma ho preferito rifiutare, dato che non ho molta fortuna. Nonostante la sfiga, pero', ho deciso di provare a giocare alla roulette, il gioco che consente una puntata minima accettabile(2,50 euro), nonche' la piu' bassa di tutto il Casino': ho cambiato una banconota da 10 euro. Inizialmente vincevo , ma ovviamente era solo ed unicamente "culo". Un ragazzo accanto a me cambiava 350 euro a botta e puntava le fiches su quasi tutti i numeri della roulette. Una volta che il croupier lanciava la pallina, lui si allontanava dal tavolo: non ce la faceva a rimanere li' e a guardare la ruota girare! Che risate.. Siamo usciti quasi tutti perdenti, tranne il Siculo, che era entrato con la convinzione di vincere e lo ha fatto: dopo ieri sera e' piu' ricco di 50 euro! Usciti dal Casino', dopo aver giurato che quella sarebbe stata l'ultima volta che ci avrei messo piede, Giuseppe ci ha offerto una birra al Ventilador ..era il minimo che potesse fare... 
postato da: MissPalmy | 16:28
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martedì, 02 novembre 2004
Curiosita'
Come anche i muri sanno, l' animale simbolo di questo paese, e' il Toro, animale cornuto(cabron in spagnolo.). Ma quanti di voi sanno perche' si dice "fare le corna" ad una persona se la si tradisce? La leggenda narra di una moglie che tradisce "carnalmente" il proprio marito quando lui non c'e'. Quando il poveretto torna a casa e si avvicina alla moglie cercandone il contatto fisico, lei, ovviamente gia' appagata, prende le corna del toro appese al muro per allontanarlo e minaccia di colpirlo.. Da qui il modo di dire "fare le corna" 
Ieri sera ho chiesto ad un'autoctona se conoscesse Raffaella Carra' e se conoscesse la mitica canzone "Tanti Auguri"(che in spagnolo si chiama "Para hacer bien el amor"). Con grande stupore, e un po' di amarezza, ho scoperto che le parole non sono le stesse. Nella versione italiana Raffa dice:" Com'e' bello far l'amore da Trieste in giu', com'e' bello far l'amore io son pronta e tu...". La versione spagnola invece dice:" Para hacer bien el amor hay que venir al sur"(traduzione: per fare bene l'amore devi venire al Sud)... Molto meglio la versione italiana...
postato da: MissPalmy | 12:55
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Quella che vedete a sinistra e' la chiesa di Santillana del Mar, paesino a 30 km da Santander conosciuto anche come il paese delle tre bugie, dato che non ha una Santa(Santi), che non e' piana(llana N.d.B. le mie gambe ve lo assicurano che non lo e') e che non affaccia sul mare. Il paesino e' medievale, molto piccolo e delizioso. Tutto in pietra e legno, ha un fascino e una storia alle spalle che incanterebbero tutti. Durante la passeggiata per arrivare nel cuore del paese, ci sono i porticati delle case aperte, per mostrare ai turisti come le strutture siano rimaste originali e semplicemente incantevoli: pavimenti di pietra e volte in legno di castagno... Peccato non ci siamo in internet immagini che rendano meglio la bellezza di cio' che ho visto... Nel paese stesso c'e' anche un Museo delle torture, che sicuramente andro'a visitare la prossima volta che ci andro'. Verso le 19.00, poi, ci siamo spostati verso San Vicente de la Barquera, paese famoso per la bassa marea che lascia le barche "imbrizzicate" nella sabbia . Peccato fosse notte e peccato non aver beccato la marea... Peccato anche per il diluvio universale e per il freddo, che hanno accompagnato la nostra excursion in giro per la Cantabria. Ah, comunicazione ufficiale: e' arrivato l'inverno...
postato da: MissPalmy | 12:08
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