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...0|tR3 |' ImM4g|n4Z|0n3... DIARIO DI VIAGGIO E PERMANENZA
 

domenica, 22 maggio 2005

Tre giorni a Madrid, ma per vederla tutta basta molto meno.. Madrid mi ha un po' deluso, non sembra essere la capitale che si meriterebbe un paese meraviglioso come la Spagna, soprattutto a livello monumentale e architettonico. Da vedere c'è veramente poco: il Palazzo di Cristallo, il Palazzo dei Reali, la stazione di Atocha e qualche quartiere un po' piu' particolare. L'unica ricchezza culturale che ha Madrid sono i musei: il Museo del Prado (spettacolare la Maja Desnuda del Goya) e il Museo di Reina Sofia, che custodisce la Guernica di Picasso e molte opere di Mirò e Dalì. Ma il museo  che merita di essere visitato di più in assoluto è il Museo del Jamon, ovvero il Museo del Prosciutto: una catena di negozi-museo sparsi per tutta la città, dove si degustano meravigliosi panini per la modica cifra di 70 centesimi. Prosciutti in quantità e di qualità, compreso il famoso Pata Negra, che costa 240 euro al kilo... Per quanto riguarda la vita notturna, Madrid ha tanto da offrire: siamo stati in due discoteche spettacolari: la prima sera al Kapital, 7 piani di musica e gente e la seconda nel famoso Palacio Gravina, discoteca con due sale dal mobilio antico, dalle tende broccate e dai pavimenti di legno.Bella proprio. La seconda sera abbiamo assistito anche ad uno spettacolo di Drag Queen, in un locale che si trovava proprio accanto al nostro ostello, essendo quest'ultimo situato nel quartiere gay di Madrid, il quartiere di Chueca. Quanti bei ragazzi ho visto...innumerevoli... Ovviamente tutti gay. Poi con il fatto che le coppie omosessuali ora possono sposarsi, si sentono ancora di più autorizzati a fare i zozzoni per strada...Questa storia deve finire, è un'ingiustizia nei confronti dell'universo femminile. Ma soprattutto è una grande sofferenza per me e per il mio essere etero...

postato da: MissPalmy | 16:39 | commenti (21)

martedì, 10 maggio 2005

Pomeriggio semplicemente allucinante quello di oggi. Vi racconto tutto dal principio. Alle 14.30 mi chiama Charlie, fratello di Jose e uomo veramente affascinante, oltre ad essere molto profondo e sensibile. Peccato per me e per tutto l'universo femminile che sia omosessuale...Comunque poco importa, fra non molto tornera' ad essere etero, l'ho presa come una missione ormai... Passa un'ora dalla sua chiamata e viene a prendermi a casa per portarmi in un paesino nei dintorni, in provincia di Santander. Andiamo in macchina, mi porta a vedere una chiesa romanica stupenda e poi mi prepara alla visita in casa di un suo amico dicendomi:" Esta persona te va a encantar". E cosi' e' stato. Mi ha portato a casa di Francisco, per gli amici Paco, 59enne omosessuale che fu il capo delle rivolte rivoluzionarie di sinistra durante l'epoca di Franco. Suo padre, era un comandante della polizia franchista: i due si trovarono a combattere faccia a faccia, padre e figlio, uno per la dittatura e l'altro per la liberta' . Storia affascinantissima raccontata con vivo trasporto e voce tremante. Non solo sono rimasta incantata dalla sua storia e dai suoi discorsi, ma mi ha allucinato la casa dove viveva: cascina di 3 piani con 400 anni di storia alle spalle. Travi in legno sul soffitto e mobilio da far invidia al piu' grande antiquario del mondo. Volumi storici sulle rivoluzioni e sulle rivolte popolari, un piano intero dedicato alla collezione di acquasantiere provenienti dalle piu' assurde zone del mondo, verande impressionanti e un profumo di lavanda per tutta la casa. Sono stata divinamente, trascorrendo tutto il pomeriggio in loro compagnia e in compagnia di 2 bottiglie di Oporto e una di vino francese, chiacchierando di tutto e cercando di risollevare l'animo di Charlie che soffre di pene d'amore...
Penso siano queste le cose che piu' mi mancheranno della mia straordinaria esperienza qui in Spagna. Le persone e le personalita' uniche che ho incontrato e che mi hanno lasciato un po' di loro,  faranno in modo che questa esperienza rimanga indelebile e intatta nella mia memoria... Fra non molto finira', ed io non potro' andarmene da qui senza aver visto la capitale. E quindi che faccio il prossimo week-end? Vado a Madrid! A presto per le ultime. Un beso a todos!

postato da: MissPalmy | 22:47 | commenti (5)

mercoledì, 04 maggio 2005

Sti spagnoli sono furbi assai: capita la festa dei lavoratori di domenica? No problem, si sposta la fiesta di un giorno e si festeggia il lunedi' non andando a lavoro/scuola/universita'... C'era un piccolo pontincello da sfruttare per andare a farsi una vuelta spagnola, ma ho preferito rimanere in quel di Santander.
Sabato serata di fiesta: siamo stati tutto il tempo in plaza Cañadio, dato che la temperatura permetteva e la piazza era piena di gente, soprattutto piena di addii al nubilato e celibato: ne avro' visti come minimo una decina. La domenica, invece, sono stata allo stadio con Blanca e Jose: Racing Santander vs Betis, due squadre di serie A che giocano peggio del Pescara. Poco attacco, troppa difesa, poco gioco di squadra fra i giocatori e disorganizzazione al momento dell'azione. Ma a parte il gioco in se, la curva non canta. Suonano i jambee' e mantengono il ritmo con le mani, ma non accennano minimamente a un "cozze e vongole". Questione di abitudini...
Il lunedi', invece, sono stata al mare. Relax totale e insolazione assicurata, viso scottato ma tanta soddisfazione per aver tolto quel pallore invernale che avevo sul volto. Peccato che oggi sia tornato il cattivo tempo... Uff... Un detto popolare di queste zone dice: "Hasta el cuarenta de mayo no te quites el sayo". Di solito i detti popolari ci pigliano sempre... Uff...

postato da: MissPalmy | 12:28 | commenti (7)

mercoledì, 20 aprile 2005

Troppi gorni senza dare mie notizie...Chiedo scusa a tutti quelli che si vengono ad affacciare ogni tanto e si chiedono che fine io abbia fatto. Dunque, essenzialmente non ho avuto il tempo materiale per tenervi informati: vi spiego i vari giri. Dopo le vacanze di Pasqua trascorse in Italia sono partita alla volta di Londra con la mia sorellona Sheila, Michela, Franceschina e Simona. Abbiamo giocato a "Regina Reginella" davanti al cancello di Buckingam Palace e mangiato scatolette per 5 giorni, dato che un menu' dal Mc Donald costa circa 9 euro... Poi le ho condotte a Santander, dove hanno vissuto la mia realta' Erasmus (spero che vi siate divertite!). Subito dopo di loro sono venuti a trovarmi Davide e Luana, i miei genitori putativi. Lo stesso giorno della loro despedita, sono stata al concerto della Bandabardo' a Bilbao con Cristina e David, un ragazzo santanderino (ovviamente siamo state scarrozzate gratis con la macchina): il poco pubblico che c' era era tutto tricolore. Alla fine del concerto sono salita sul palco, volevo farmi una foto con il cantante. Mentre carico la macchinetta...scopro che avevo finito le foto... Madonna che culo... Va bhe', rimane il ricordo... Dopo il concerto siamo andati in un paio di pub, nei quali Cristina ha perso e ritrovato per ben due volte la borsa:ormai e' diventata un'abitudine. Il giorno seguente il concerto sono partita per Salamanca, cittadella universitaria sita nella regione di Castilla-Leon. Li' ho trascorso un week end di fiesta: ho conosciuto piu' gente li' in tre giorni che a Santander in 7 mesi...Ho anche incontrato l'uomo della mia vita, che appena mi ha visto mi ha detto:"Hola pareja", ovvero "Ciao consorte". Bello come il sole, direttore di orchestra giovane e di successo... L'unico neo e' che vive a Valencia: ci separano giusto 800 km... Va bhe', cose della vita. Ora mi sto un po' tranquillina a Santander,anche perche' inizio ad accusare una certa stanchezza. Sto frequentando le lezioni e cercando un lavoretto: spero di trovarlo prima che la banca mi tagli i viveri...
Una curiosita' e vi lascio: in Spagna si parla del nostro nuovo Papa. Appena e' stato eletto gli hanno detto tanto di quel male... Hanno gia' cominciato a fare satira: nei programmi un po' piu' stupidi lo chiamano Ratzinger Zeta, esattamente come Mazinga Zeta. Neanche a me fa cosi' impazzire come Papa, avrei preferito senza ombra di dubbio il cardinale italiano. Vedremo che combinera' e se reggera' il confronto. ¡Un beso a todos y hasta pronto!

postato da: MissPalmy | 12:58 | commenti (18)

sabato, 26 marzo 2005

Eccomi qui, di ritorno da Siviglia, città che mi ha semplicemente incantato... La Cattedrale, Plaza de Espana e l' Alcazar, evidenti segni di un mondo arabo non molto lontano, locali dove era possibile assistere a fantastici spettacoli di flamenco, le maioliche decorazione di tutta la città (addirittura anche le tegole erano di maiolica), i colori tipici della Spagna dell' immaginario comune, la gente disponibile e sorridente, un caldo estivo di 28 gradi. E poi l'atmosfera di fiesta, l'assoluta assenza di problemi nel conoscere gente... La meravigliosa visione di una nonnina che dirigeva il coro da stadio sull'autobus di linea. Una città semplicemente encantadora. Siamo stati ospitati in casa di un ragazzo erasmus che studia a Pescara: eravamo in 12 in casa, con un bagno solo... Bagno delle cui condizioni igieniche non vi racconto perchè non mi credereste. Comunque dove c' è risparmio non c'è perdenza.
Azzeccatissimo il periodo scelto per andarci, ovvero la settimana santa. Dalla domenica delle Palme, la città è praticamente barricata. Processioni suggestive e sentite che partono da tutte le chiese e attraversano la città, carri raffiguranti scene bibliche o figure religiose sorretti dai Penitenti, persone che sorreggono il peso del carro con la nuca... E' stato eccezionale sentire l'atmosfera concretizzarsi sulla pelle. L'unica cosa che disillusiona il tutto è la speculazione del comune di Siviglia su questo avvenimento religioso: ai lati delle strade c'erano centinaia di sedie, affittabili a soli 30 euri... Contate che le strade ne erano piene e che il passaggio pedonale era assolutamente vietato. Ogni mondo è paese...
Nella bella Siviglia religiosa, si festeggia la Fiesta di Primavera prima che cominci la settimana santa. Inizialmente non avevo molta voglia di andarci, ero reduce della serata precedente e volevo solo andarmi a fare un tranquillo giro in centro. Ma poi mi sono lasciata coinvolgere e ho fatto bene; avete presente il nostro primo maggio a Roma? Bhè, 4 volte la gente del primo maggio, tutti con il bicchiere in mano e con la chiacchiera facile. Un intero giorno di fiesta, dalla mattina stessa alla mattina successiva. Mi sono praticamente impazzita, ho conosciuto decine di persone delle quali non ricordo neanche il volto, ma tutto questo fa parte del gioco.
E poi gli uomini andalusi... Calienti, fascinosi, eleganti... Ah, beata settimana in quel di Siviglia... Assolutamente da ripetere, magari senza mal di schiena per le 14 interminabili ore di autobus per arrivare...

postato da: MissPalmy | 14:05 | commenti (16)

lunedì, 14 marzo 2005

Sabato sera da leoni.  Partenza alle 20.30 alla volta di Bilbao, tutti rigorosamente in autobus canticchiando allegramente canzoncine spagnole, cubane, italiane, argentine libanesi...insomma, canzoni appartenenti alle varie etnie del carico di pazzi. Siamo arrivati nel cuore della movida notturna con la metropolitana, che secondo me e' una scultura colossale: bella, nuova, organizzata, pulita.. Zona vecchia di Bilbao chiamata Casco Viejo: bar, pub, chupiterie, viuzze minuscole e caratteristiche, gente poco normale e soprattutto poco sobria. Dopo un primo giro per vari locali, ci siamo fermati in una discoteca chiamata Kafeantzokia e li' mi sono impazzita. Discoteca su due piani che sembrava un teatro per come era strutturata e poi, meraviglia delle meraviglie,  finalmente stavo ballavo musica degna di essere ballata, musica internazionale. Fino al punto in cui il fantastico dj dal cappello piu' strano che io abbia mai visto mette su un motivetto che sembrava irlandese: era musica basca, che sparata nelle orecchie con tutta la folla esultante fa un certo effetto. Insomma, ridendo, scherzando, ballando e legando si son fatte le 6 e da li' ad un'ora avremmo dovuto prendere l'autobus di ritorno per Santander ma... Cristina non trovava piu' ne' giacca ne' borsa. Per farla breve, le hanno fottuto il tutto sotto il suo proprio naso... Capita, io ne so qualcosa... Comunque serata incredibile, assolutamente da ripetere.
Domani parto alla volta di Siviglia: 14 ore di autobus e passa la paura... Lo so, e' da pazzi, ma e' la soluzione piu' economica che abbiamo trovato. Dopo questa breve parentesi andalusa faro' ritorno nella mia cara patria passando per Londra.
Fine degli aggiornamenti, spero di poter trovare un momento libero in modo da tenervi aggiornati sui vari sviluppi. ¡Hasta pronto chico, y que lo paseis bien!

postato da: MissPalmy | 16:33 | commenti (11)

domenica, 06 marzo 2005

Ho traslocato per la seconda volta in una sola settimana. Esaurimento fino alla radice dei capelli...    Se volete augurare un male a qualcuno augurategli di traslocare e gli infliggerete la giusta pena. Comunque ce l'ho fatta. La casa e' molto piu' bella, piu' luminosa e piu' economica di quella precendente. E ci sono anche dei comfort che tutti invidierebbero. Ad esempio il carrello del supermercato. Adottato in casa inizialmente per trasportare tutte le scarpe dalle camere a fuori il balcone, ora e' diventato un carrello portatutto. Viene usato nell'evenienza in cui venga il padrone di casa, per nascondere tutte quelle cose che se vedesse ci caccerebbe a calci in quel posto, come ad esempio il cono dei lavori in corso con la pianta di plastica imbrizzicata e il cartellone con la stella cantabra fregato da Sergio davanti ad un negozio...           
Non riesco ancora a capire il perche' di molte cose. Perche' ci sono le mutande di Sergio il Canario nei cassetti del salone? Perche' l'osso del prosciutto intero che hanno comprato i miei coinquilini prima che andassi a vivere con loro e' ancora appeso al chiodo della cucina? Perche' la polvere del caffe' viene conservata nel frigorifero?  Sono ammesse risposte.                 
Fra i vari accorgimenti il cartellino reversibile "no me tocas los cojones" e "ETA" attaccato alla porta del bagno per indicare che il bagno e' impraticabile data la mancanza di aerazione ( nel bagno non c'e' la finestra...). Altro pezzo raro e' la fototessera di Sergio sulla tavoletta del cesso, con una nuvoletta che esce dalla bocca con su scritto "Levantala", ovvero alzala. Il top dei top, pero', rimane il bidet. Pezzo unico, ancorato alla vasca da bagno, scorre da una parte all'altra con le rotelle stile sedia da ufficio. Ogni volta che mi accingo per lavarmi ho bisogno di 10 minuti di training mentale...

postato da: MissPalmy | 15:11 | commenti (14)

venerdì, 25 febbraio 2005

 Perdonate l'assenza... Sono state due settimane di fuoco, intense ed estremamente movimentate. Due settimane senza fermarmi praticamente mai: per rendere l'idea, andrei volentieri a dormire adesso e mi sveglierei tranquillamente fra 3 giorni...
Mi e' successo di tutto e di piu': ho conosciuto tanta gente nuova, tra cui un gruppo di ragazzi stranieri che vivono e lavorano a Santander con i quali ormai e' nata una simpatia: californiani, libanesi, cubani, argentini... e che argentini...  Sono stata impegnata anche a prendermi cura degli Erasmus italiani della seconda ondata. Oltre a fare da traduttrice e da professoressa "de español", cerco anche di risollevare i loro animi in pena. Chi parte in Erasmus ha molte aspettative positive, di divertimento, di benessere, di facilita' nel fare conoscenze; ma non e' sempre cosi'. Inevitabilmente si sente la mancanza della propria vita quotidiana nel primo periodo e di certo il cattivo tempo non aiuta a non sentire la nostalgia di casa e delle proprie abitudini (qui grandina da due settimane 2 volte al giorno...)... Comunque, nuovi Erasmus che arrivano, e vecchi Erasmus che vanno via. Colgo l'occasione per salutare Alf , mio coinquilino per 5 mesi nel "piso terziero izquierda", e per ringraziarlo di tutto, della sua preziosa amicizia e della sua pazienza nell'avermi sopportata cosi' amorevolmente. -Ciao fratellino Rosolino- ( Lo chiamo Rosolino perche' e' stato l'unico sfigato al mondo ad aver preso la rosolia durante l'Erasmus).
Tra gli addii e i benvenuto, ho anche dovuto traslocare... E' impensabile quanta roba io sia riuscita ad accumulare in 5 mesi, ci ho messo 3 gorni per spostarmi definitivamente...
Vi racconto cosa e' successo ieri e poi scappo, devo andare a risolvermi la cena. Ieri sera, per concludere la serata, siamo andati alla Dolce Vita, la discoteca piu' decente di Santander. Abbiamo poggiato le giacche e ci siamo messi a ballare, vicino alle giacche. Un coglione, perche' solo di un coglione si puo' trattare, ha confuso la sua giacca con la mia... Ora mi ritrovo ad avere una giacca verde militare che mi va tre volte piu' larga e che ha tre fazzolezzi sporchi in tasca.. Preso atto della disgrazia e trattenute tutte le parolacce che mi sono venute in mente, speravo almeno di trovare nelle tasche una banconota da 100 euro, ma era una pretesa troppo grossa e una speranza troppo pretenziosa: questo tipo di culo non mi e' mai appartenuto... Stasera tornero' al locale, sperando che il coglione in questione si sia ripreso dalla sbornia e abbia realizzato che la mia giacca se la infila solo ad un braccio... Che gente circola...  Me voy. ¡Hasta pronto, chicos!

postato da: MissPalmy | 17:56 | commenti (12)

lunedì, 07 febbraio 2005

 Vi devo assolutamente raccontare la serata di ieri sera. E' partita un po' moscetta, dato che in giro per Santander non c'era quasi nessuno. Dalla domenica al giovedi' gli spagnoli si serrano in casa, giusto il tempo per chiedere scusa al fegato per cio' che hanno bevuto "en el fin de semana". Se proprio si vuole vedere qualcuno, bisogna andare nel posti frequentati dallo spagnolo d.o.c., quello che non rimane in casa neanche la domenica sera, ma che imperterrito esce e si diverte (leggasi anche si alcolizza, a vostro piacimento). Accompagnata da Alf ed Emauela(la mia nuova coinquilina), siamo stati fino alla mezzanotte nel Ventilador, chiacchierando un po' con i miei genitori spagnoli e con Jose. E fin qui tutto ok. Poi siamo andati a vedere chi c'era nel Bengala, che di solito durante la settimana e'  discretamente frequentato, ma abbiamo trovato solo la nostra amica columbiana Adriana con un suo amico. E qui comincia il bello. Immaginatevelo: 35enne ma i suoi anni se li porta abbastanza malino, vestito con camicia di flanella e capelli alla Fonzie. Tutto emozionato che stava parlando con una straniera, dato che (come mi ha detto lui) fino a 15 anni fa di stranieri a Santander ce n' erano pochissimi. Ha iniziato a parlare e ho avuto un calo di zuccheri: per lo sforzo nel capirlo (dato che e' l'unico spagnolo al mondo ad avere la R moscia) e per quello che mi ha detto... LUI, gioca a golf... LUI, la prima volta che ha giocato ha fatto buca al secondo tiro...(SCUSACI). Insomma in certi momenti avrei desiderato avere un paio di stuzzicadenti per evitare che mi si chiudessero le palpebre. Poi Jose e Juanjo ci hanno raggiunti e siamo andati insieme al Rocambole, il pub nel quale sono di casa con tutto lo staff (dj, bariste, proprietario e buttafuori). E li'  l'illuminazione. Era appoggiato al bancone, bello come il sole. Il primo spagnolo che vedevo con tratti del volto veramente spettacolari, il tipico uomo latino. E poi, meraviglia delle meraviglie, aveva i calzini scuri, che di questi tempi in Spagna e' un po' fuori moda per gli uomini... Emanuela mi ha fatto notare che aveva una cinta alla Walker Texas Rangers, ma era un particolare di poco conto. Ovviamente subito mi sono informata: santanderino di nascita ma madrileno di adozione visto che sta facendo il poliziotto a Madrid e che a Santander torna solo per un paio di mesi all'anno. Sembrava un miraggio...fino a quando non ho visto la sua macchina... Un modello di Seat mai visto, forse perche' in Italia non riscuoterebbe molto successo, color giallo limone, con l'alettone lungo 1 metro e l'assetto della macchina cosi' ribassato stile "alla prima salita che incotro mi struscia sull'asfalto anche il sedile sul quale sono seduto".
A malincuore, ma ho capito una cosa: se sono brutti sono anche pesanti, se sono bellocci sono anche truzzi. Sono conditio sine qua non, c'e' solo da abituarsi.. 'Nnaggia...

postato da: MissPalmy | 22:06 | commenti (15)

venerdì, 04 febbraio 2005

Non sono sparita, e' semplicemente che da una settimana a questa parte mi sono data all'attivita' tipica di qualsiasi studente normale. STO STUDIANDO... e la cosa mi sta anche piacendo, e' questo che mi allucina. Riesco a concentrarmi e a trovare i tempi giusti per fare tutto: la mattina trovo anche il tempo per rifarmi il letto! -Essi', una donna da sposare- Il problema pratico pero' poi rimane l'esame (imminente, ma non vi dico quando che mi portate sfiga). L'esame di Macroeconomia 4. Se e' la quarta parte di una materia, si presuppone che io abbia le conoscenze fondate sulla terza, seconda e prima... Ah ah ah... Comunque e' una materia comprensibile, se non fosse per il fatto che il professore con una sola lettera (la S) indica 3 variabili macroeconomiche completamente diverse l'una dall'altra... Ogni volta che analizzo un grafico che include una S la mia domanda ad Alf e' sempre la stessa:"Questa cazzo di S mo' che cos'e'?". Le risate piu' grasse, comunque, ce le faremo quando faro' l'esame. Quando sono andata a parlare con il professore per sapere se mi dovevo aspettare regali o non, la conversazione si e' svolta pressoche' cosi':
Francesca: "Quante domande sono all'esame?"
Proff. : " Sono tre domande..."
Francesca: - Ovviamente avra' capito dal mio accento che sono Italiana- " Possiamo portare il vocabolario con noi?"
Proff: " No"
Francesca: -Bha', mi lascera' piu' tempo per tradurre il mio compito italiano in spagnolo- " Ma quanto tempo ci da'?"
Proff: " Un'ora e un quarto, come gli altri studenti ".
Siamo in comunita' europea, abbiamo tutti gli stessi diritti...

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lunedì, 24 gennaio 2005

 Da quando sono tornata nel Regno di Spagna, ho deciso di fumare di meno. Ho preso questa decisione non solo per essere fedele ad uno dei miei buoni propositi di inizio anno  , ma anche perche'  quando venne il medico a casa a visitarmi per la bronchite, mi disse che fra 20 anni avro' la bronchite cronica del fumatore e che fra 40 moriro' di qualche malattia respiratoria...e non fa ridere...
Cosa fare per fumare di meno? Antonella mi ha suggerito un metodo che potrebbe sembrare efficace, ma su di me non funziona. E' il metodo: "Conserva un bastoncino di liquirizia nel pacchetto e quando vai per accenderti una sigaretta, preso dai sensi di colpa, metti in bocca il bastoncino che vedi accanto alla sigaretta". Conoscendomi sarei capace di mangiucchiare il bastoncino e fumare la sigaretta nello stesso momento e il senso di colpa lo rimanderei alla sigaretta seguente (del tipo: "questa ora me la fumo perche' mi va: alla prossima mangiucchio solo il bastoncino".E poi la prossima e la prossima ancora..).
Allora ho deciso di adottare il metodo " Chi fa da se prima o poi si rompe le palle" : sigarette fai-da-te. Ho comprato tutto il necessaire per fabbricarle: cartine corte, filtrini e tabacco. La mia tabaccaia di fiducia me ne ha consigliato una qualita' che si chiama Amsterdamer (il nome e' gia' tutto un programma, hihihi  ), tabacco olandese aromatizzato. Direi che funziona: sto fumando di meno. Soprattutto perche' quando sto per strada non fumo: una vecchietta l'altro giorno mi ha detto qualcosa in uno spagnolo quasi incomprensibile. Il senso era "ma guarda questa gioventu' di oggi come si fa le canne senza inibizioni per strada"; allora direi che e' meglio evitare...

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giovedì, 20 gennaio 2005

 Non ho la tv in cucina, quindi per guardare la tv dovrei avere un momento morto, che difficilmente ho. Dunque non ho ancora avuto modo di "zappingare" in tv; passando da una stanza all'altra per andare a stendere i panni, pero', ho sentito che alla tv spagnola danno sempre la stessa immondizia: Passapalabra, calcio 24 ore su 24 (un qualsiasi uomo penso morirebbe sul divano per ore) e il telefim spagnolo stile ER dove alla fine muoiono tutti i pazienti, non se ne salva neanche uno...
Stando in Italia per le vacanze di Natale, ho notato che la tv italiana e' peggiorata: ci vogliamo soffermare un attimo sulla canzoncina di apertura della nota compagnia teatrale "Il Bagaglino"? Tetetete', tetete-tetete'..bha'... Oppure, ne vogliamo parlare della scoreggia nella pubblicita' di Dolce e Gabbana? Questa e' davvero caduta di stile, anche se (come dice la dottoressa Mamy) "tromba di culo, sanita' di corpo, chi non scoreggia e' un uomo morto". Forse i pubblicitari avranno preso in considerazione questo vecchio detto popolare italiano per far capire alla gente che D & G salva la vita... Ma mica mi sto facendo un film sulla pubblicita'? Mi sto a impazzi'... Enjoy everyone...     Vado al Ventilador, nos vemos!

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mercoledì, 19 gennaio 2005

Ma dov'e' andato a finire il macho spagnolo? Dov'e' quella categoria di uomo bello e tenebroso, moro, con la carnagione scura, dai tratti gitani con gli occhi scuri  piu' annoverati nell'immaginario comune? La domanda che mi pongo da quattro mesi a questa parte: " Ma non dovevano essere tutti belli e avvenenti come Antonio Banderas  oppure tutti come quel gran bell'omino di Ricky Martin?" SFATIAMO Il LUOGO COMUNE, POR FAVOR: gli uomini spagnoli non sono tutti come ce li hanno sempre dipinti. Anzi. Forse ne avro' visti 5 o 6 che meritavano uno sguardo in piu' (uno di questi era il tecnico della caldaia): il resto della popolazione maschile spagnola e' alta un metro e una Vigorsol e ha tratti tipici delle popolazioni Balcaniche. (Non me ne chiedete il motivo perche' non vi so rispondere.) Vogliamo parlare poi dei loro usi e costumi? Ho seriamente pensato in tutto questo tempo che gli Spagnoli posseggano un qualche Guinness dei primati per quanto riguarda la grandezza degli sputi: mai visti cosi' grandi... Come se non bastasse, pisciano per strada con la stessa disinvoltura con la quale si respira aria (vi giuro, ogni giorno ne vedo uno che lo fa). Una volta addirittura vidi un ragazzo pisciare dentro al bidone dell'immondizia...  Bho, sara' una sorta di sport nazionale... Comunque, 1 a 0 per l' Italia  ; mi manca anche per questo la mia patria, ovvero per tutti quegli omini bellissimi che si vedono passeggiare tranquillamente per strada... Che volete, anche l'occhio vuole la sua parte. E non prendiamoci in giro: lo sanno tutti che e' la parte piu' grande...

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domenica, 16 gennaio 2005

 ¡He vuelto a España!  Sono tornata in terra spagnola ieri sera. Il viaggio e' andato bene, sarebbe andato meglio se non ci fosse stato il mio vicino di sedile a parlarmi di fuorigioco, calci di rigore e rimesse laterali... Noioso si, ma almeno gradevole alla vista . Mi sono accorta di essere arrivata in Spagna quando ho acceso la sigaretta in aeroporto, esattamente nella stanza dove si aspettanbo i bagagli. Alla faccia di Sirchia  ...Ad accogliermi ho trovato Jose,  Antonellina e Sergio il Canarino: mi hanno fatto una sorpresa graditissima, non mi aspettavo che sarebbero venuti a prendermi.  Hanno preparato un foglio con su scritto : " Señorita Francesca Mafia  -Pescaresa- ". Siamo tornati a casa in macchina, da vero lusso ( meno male, altrimenti non so come avrei fatto con i 20 bagagli che mi sono riportata) e una volta a casa abbiamo brindato al mio ritorno
Ieri e' stata dura ripartire: in questi giorni passati in Italia mi sono davvero divertita. ho mangiato tanto, rivisto persone care (alcune non sapevano neanche che io fossi partita), i miei amici(scusate se non ho salutato tutti  : avrei voluto farlo ma non ne ho avuto il tempo) ho passato del tempo con la mia famiglia e con la mia Mamy neo laureata (108, ma il 110 con la lode te lo do io, sei stata eccezionale )... Insomma, l'Italia e' l'Italia...ed e' sempre dura riallontanarsi...

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mercoledì, 05 gennaio 2005

Sono ancora qui, nella mia cara patria di appartenenza... Eh, lo so, sarei dovuta ripartire due giorni fa, ma la bronchite asmatica ha deciso che doveva venire a farmi visita proprio ora... Quindi vai di antibiotico, cortisone, aerosol e sciroppo... (L'anno comincia bene, direi...). Ma vediamo il lato positivo: ora che ne ho tempo, riesco a postare anche qualche fotografia dei vari personaggi dei quali vi ho parlato. Cominciamo con la prima: nella foto sotto (da sinistra a destra) trovate me, Antonella e Sergio il Canario (Canarino per gli amici), miei cari compagni nell'avventura a Barcellona. Ogni volta che guardo questa foto mi viene da sorridere, ripensando all'Africa che abbiamo passato un pomeriggio intero sotto la pioggia, cercando sulle Ramblas "la maglietta del viaggio": doveva piacere a tutt'e tre, dovevano esserci le taglie giuste e non doveva essere eccessivamente costosa... Una volta trovata, l'abbiamo indossata per 2 giorni consecutivi. Mi sa che Antonella ci ha anche dormito... Quello immortalato è il momento del "salud y republica"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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sabato, 01 gennaio 2005

E anche questo Capodanno è passato...FORTUNATAMENTE! Ho lavorato dalle 23.00 alle 7.00 senza interruzione, mi sono ritrovata nel mio lettuccio alle 8.00. Persino allo scattare della mezzanotte ho continuato imperterrita a distribuire biglietti d'entrata e ad incassare milioni... Tanti milioni... Tanti da poter costruire un hotel abusivo sulla spiaggia di un' isola caraibica... La tentazione di scappare con tutti quei soldi è stata forte, purtroppo però la proprietaria sa dove abito e come rintracciarmi!  Non ho brindato e non ho bevuto (altrimenti avrei dato i numeri in cassa), non ho mangiato uva, non ho ballato, non ho fatto il trenino e non ho cercato di prendere la linea per dare gli auguri telefonicamente ad amici e familiari... Niente di niente. Ho solamente perso la voce litigando con tutti i clienti che mi chiedevano di fare lo sconto sul biglietto d'ingresso o di regalargli qualche consumazione. Ma non solo. Sono anche diventata un ghiaccioletto, visto che ho lavorato all'ingresso, con le porte completamente spalancate e nessun tipo di fonte di calore affianco. Non avrei preteso per forza il calore di un bell'omino, mi sarebbe bastata una stufetta da 15 euro... Poor me... Comunuque sia, stasera FIESTA  (devo recuperare tutto quello che non ho fatto ieri). Auguro a tutti quelli che passano di qui un 2005 vergognosamente fortunato e felice! L'unica raccomandazione: oggi trombate, altrimenti non vi tocca per tutto l'anno... E non fa ridere...

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lunedì, 27 dicembre 2004

Fra 4 giorni è el dia de la noche vieja, Capodanno.
L' ho sempre odiato profondamente questo giorno: ti devi divertire per forza, devi fare assolutamente qualcosa di strafico: ma non è contemplato starsene a casa a guardarsi la combriccola di Maurizio Costanzo, stappare uno spumantino da 12 euro, scolarselo tutto e andarsene a dormire alle 00.30? E poi la domanda insistente di tutte le persone che s'incontrano per strada: "Che fai a Capodanno?". Lo scrivo qui, sperando che le persone che m'incontreranno dal vivo o virtualmente che avranno letto questo post non me lo chiederanno: a Capodanno LAVORO, come da 3 anni a questa parte. Dove lavoro? Nella solita discoteca. Quanto guadagno? (Domanda che mi fanno tutti) Dipende dalla coscienza della proprietaria della disco. Comunque sia, mi diverto ugualmente (anzi, forse anche di più), non spendo un centesimo (anzi, guadagno) e bevo aggratis.  Non è molto meglio?
Sarà 2005 fra 4 giorni e, tanto per cambiare, si mangerà a strafondo con in sottofondo la tv accesa su qualsiasi programma dove si parli dell' oroscopo... Eh, l'oroscopo dell'anno. Sono 4 anni che Branco mi dice che ho il maledetto Saturno in opposizione (sentito così non dice niente, ma in termini pratici vuol dire tanta tanta sfiga, ve l'assicuro); speriamo che per quest'anno Saturno abbia deciso di andarsi a fare un giro in qualunque altro segno che non sia l'Ariete...
I buoni propositi per l'anno che verrà? Il primo (che è anche quello di tutti gli anni) è smettere di fumare. Beneficio per i miei polmoni, ma co 'sti prezzi anche per il mio portafogli. Per quanto riguarda gli altri buoni propositi, la lista è ancora in fase di scrittura e credo che quest'anno sarà particolarmente lunga... E i vostri buoni propositi?




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domenica, 26 dicembre 2004

Allora? Che vi ha portato in dono




?


A me ha lasciato sotto l'albero un sacco di bei regalini. Natale nelle righe: ho scartato regali, mangiato, bevuto, bevuto, rimangiato, ribevuto, fumato, salutato parenti, scritto e risposto ai miliardi di sms di auguri. Che volere di più dalla vita? Un Sambuchino con tre chicchi di caffè...
Hasta luego, me voy: vado a mangiare gli avanzi di ieri. Chissà perchè, a Santo Stefano si mangia più che a Natale! Quando torno a Santander mi metto a dieta, lo prometto...








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mercoledì, 22 dicembre 2004

In una sua canzone Melendi dice: "Il Natale l'ha inventato il Corte Ingles", centro commerciale spagnolo rinominato da me "Paese dei Campanelli" (vedi post del 18 novembre). Non è del tutto sbagliato, in realtà. In effetti il giorno in cui si dovrebbero scambiare i regali è il giorno della Befana, per ricordare di quando i Re Magi portarono i doni a Gesù. Tradizioni a parte, da brava vittima del consumismo e della corsa al regalo, non potevo perdermi il classico giro al centro commerciale. Mancando da tre mesi dall' Italia e dalla ineguagliabile moda italiana, ho passato in rassegna tutto il "comprabile": scarpe, vestiti, gioielli, borse, cd, telefoni cellulari, oggetti che non servono a niente ma che mi piacciono molto di più delle cose utili.. In tutte le vetrine vedevo cartellini con su scritto "-20%", ma non riuscivo a capire perchè tutta questa generosità e bontà nel proporre saldi nel periodo meno indicato dell'anno. Effettivamente non è simbolo di magnanimità, ma la decisione del nostro "caro e amato" Presidente del Consiglio. Ribasso dei prezzi del 20% contro l'inflazione: ma si fosse impazzito? Che avesse fatto una cosa l' unica cosa buona di tutto il suo mandato da Presidente?

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sabato, 18 dicembre 2004

Dopo tre mesi vissuti nella ricca, movimentata e affascinante Santander, eccomi di nuovo a casa: casa dulce casa!
La mia famiglia, i miei cagnolini, la mia città, la mitica Punto, le amicizie ( comunicazione di servizio: lo prometto, vi verrò a trovare tutti, datemene solo il tempo), Serrone, il lavoro.. Ebbene sì, sono tornata mercoledì notte e giovedì sera stavo già lavorando! Eh, i soldi fanno sempre comodo, che volete..
Niente panni da fare, nessuna preoccupazione per cosa mangiare a pranzo o a cena, nessun pericolo di ritrovarsi per due giorni senza pane (visto che i supermercati a Santander sono chiusi il sabato e la domenica e se ti accorgi di non avere il pane il venerdì sera sono volatili per diabetici). La mia Pescara e la mia Francavilla hanno subito cambiamenti: palazzi quasi già abitabili in spiazzi dove solo tre mesi fa c'erano sterrati, i soliti cambi di senso di marcia (che se non sto attenta uno di 'sti giorni mi faccio un bel frontale), nuovi negozi, nuovi pub e nuova gente.
Tanti cambiamenti, ma anche troppe storie di sempre, come per esempio le illuminazioni natalizie scarse e riciclate dal Natale del 1976, la strada davanti casa allagata con soli dieci minuti di pioggia, un tipico mortorio invernale dopo le due nella zona più ricca di locali che dovrebbe essere l'arteria del divertimento pescarese, i drink a 5 euro... Nonostante tutto sono contenta di essere tornata a casa, anche se Santander mi manca molto. Penso che questo periodo di Natale sarà decisivo anche per confermare o cancellare l'ideuzza che mi sta balenando nella mente da circa due settimane: fare il prolungamento per rimanere in Spagna fino alla fine del secondo semestre...Colpo di scena...




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sabato, 11 dicembre 2004

Eh... Che dirvi... Semplicemente eccezionale: la gente incredibilmente aperta e accogliente (soprattutto con gli italiani), l'immensita' di una metropoli "encantadora", i palazzi monumentali di quel maledetto genio di Gaudi', il monumentale museo di Picasso, le strade antiche del Barrio Gotico, la Rambla illuminata in occasione delle feste natalizie e le famose statue viventi, suonatori ambulanti, mimi, venditori che vendono di tutto, il Parque Guell pieno di turisti, artisti di strada, musicisti, la gente della notte e la movida unica... Barcellona e' una capitale europea, non c'e' che dire. Abbiamo fatto il tour-de-force per sfruttare al meglio tutto il tempo che avevamo e solo adesso che sono ritornata a Santander incomincio ad accusare una certa stanchezza accumulata.. Comunque mi sono trovata benissimo, grazie soprattutto alla fantastica compagnia di viaggio: eravamo io, il Canario Serjio(per gli amici Canarino)e Antonela. Il mio conculino e un suo amico siciliano sono stati con noi solo il primo giorno, poi hanno preferito andare a Valencia dato che Barcellona la conoscevano gia'.
Vi assicuro che andando in giro con il Canario non ci si annoia mai: attacca bottone con tutti con la scusa di essere Canario e di vivere nella fredda Santander perche' la sua ex ragazza gli aveva chiesto di trasferirsi. Serjio e' una persona buona, di cuore e piu' traffichina di me: e' riuscito a contrattare il prezzo dei mandarini anche al supermercato, a fare colazione in ostello nonostante la cucina fosse chiusa da un'ora. Nonostante tutto, e' anche un po' fessacchiotto: ha perso 50 euro al gioco delle tre carte sulla Rambla. Non ho fatto in tempo a dirgli di non giocare che aveva gia' perso...E' stato tutto il giorno a bestemmiare...Che risate... Per la sera siamo andati nel quartiere Borne, fitto di locali di ogni genere e per tutti i gusti. Per la strada c'erano ragazzi di colore che ti chiedevano se volevi qualsiasi tipo di droga, altri che vendevano alcolici e semi di zucca (parlando con un tipo mi ha detto che mangiucchiare semi di zucca fa passare la sbronza, ma io poco ci credo..). Secondo la guida turistica Barcellona è uno dei più ampi e variegati panorami discotecari del mondo e secondo voi io potevo non andare a tastare? La ragazza della reception dell'ostello ci ha consigliato di andare in una discoteca nei dintorni. Ci ha detto testuali parole: "E' bellissima e alternativa, domani saprete dirmi se non avevo ragione".... Bhe', si, era molto carina e stranamente frequentata(piena di omosessuali, sia donne che uomini), ma non aveva nulla da invidiare alle discoteche italiane. Anzi. La musica rasentava la dance anni '80, da questo punto di vista e' stata un po' una delusione.
Comunque me ne sono innamorata, Barcellona e' semplicemente meravigliosa...



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venerdì, 03 dicembre 2004

La preoccupazione delle ultime ore per i ragazzi spagnoli, e' quella di sfruttare al meglio il Puente de la Costitucion; in poche parole da domani, fino a domenica prossima, l'unico giorno lavorativo sara' il giovedi'. Fin'ora le proposte sono state queste: 1) 4 giorni a Barcellona con l'autobus, (8 ore di autobus, ma e' la proposta che mi aggrada di piu') 2) affitto di una macchina, quindi "dare la vuelta" a Gijon, Oviedo, La Coruña, Santiago de Campostela, Pamplona e Bilbao, 3) andare a Madrid in macchina. C'e' solo l'imbarazzo della scelta! Anche qui, come succede in Italia, a distanza di poche ore dall'inizio del ponte, nessuno sa cosa fara'...
Ogni mondo e' paese...
Si accettano consigli su come "disfrutar" questo puente...
Scappo, oggi sto incasinatissima. Alla prossima!


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martedì, 30 novembre 2004

Scusate l'assenza, ma questa e' stata una settimana da pura turista. Non da una turista qualunque, bensi' da turista abruzzese. Che non e' uguale. Vi spiego: e' venuta a trovarmi la mia mamma (¡Hola Mamy!) e, oltre a fare shopping e a visitare Santander(che con le lucette di Natale ha tutta un'altra magia), si e' mangiato molto..L' alimentazione e' totalmente cambiata: non c'e' stato un giorno in cui non ho mangiato qualcosa di prelibato e la parola "prelibato" nel vocabolario della lingua italiana prevede la definizione "cucina abruzzese" (tacconi fatti a mano -maltagliati all'uovo che dir si voglia- al ragu', sagne e fagioli, cacio e ovo, pecorino e molti altri... non so se rendo). Sabato sera abbiamo anche preparato una deliziosa cenetta a base di prodotti tipicamente e unicamente italiani ai miei genitori spagnoli, i quali sembrano aver gradito (anche se non tutti). Da tipica mamma abruzzese d.o.c., invece di preparare cibo per 12 persone, ne ha preparato per 40... Sono avazate montagne di polenta gratinata al forno con mozzarella e parmigiano, bauli di sagne e fagioli... Abbiamo pensato di preparare la tipica bustina stile "ricevimento di matrimonio all' abruzzese" per Fed, il solito greco( il quale un giorno mi ha chiesto di chiedergli da quanti giorni non mangiava e la risposta e' stata 5), ma l'avremmo rivisto solo il giorno dopo, al Casino': e che vuoi far sprecare pasta e fagioli? Il giorno seguente, mentre perdevamo i nostri soldi alla roulette, avevamo in una busta vicino alla borsa sagne e fagioli...al Gran Casino' di Santander... A ma', sole nu'...

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mercoledì, 24 novembre 2004

Sono tornata nel "paese dei campanelli", il gia' citato Corte Ingles (questa volta ho cambiato giacca, pero' !). Ho preso un caffe' nella catena similMcDonald che si chiama "PizzaFiore" : mi sono semplicemente colassata quando ho letto la scritta dietro la maglia del ragazzo del bar: "Ci vediamo alla prossima, ciao!"...Semplicemente ridicolo... Scopo del ritorno nel luogo dove mi hanno dato della ladra, e' stato la visione del film "El lobo", campione d'incassi qui in Spagna. Il lungometraggio e' basato su una storia vera e ricostruisce gli anni in cui "Il Lupo" rimase infiltrato nell'Eta, tra il 1973 e il 1975, operazione che portò all' arresto di circa 150 "etarra" (la quarta parte dell'Eta), tra cui la cupola dell'organizzazione. I servizi segreti del franchismo proposero a Mikel Lejarza, un giovane basco che aiutava gli attivisti dell'Eta, che si infiltrasse nell' organizzazione, in cambio di soldi, affinchè scoprisse i piani degli attentati della banda e li rivelasse alla polizia che poteva così evitarli. "El Lobo" riuscì ad arrivare alla cupola e dopo l'arresto dei dirigenti più importanti, fu abbandonato dai servizi segreti, spaventati in quel momento della debolezza del regime franchista e dall'imminente arrivo della democrazia, nel 1975, dopo la morte di Francisco Franco. Scoperto dagli "etarras", l'organizzazione tappezzò le pareti del Paese Basco con manifesti con la sua foto con sotto la scritta "Se busca" (Ricercato).
Un autoctono mi ha spiegato che da allora si racconta che tutti gli "etarras" armati portano una pallottola di riserva per lui e che Lejarza, il quale cambiò il suo nome e si sottomise ad un'intervento di chirurgia estetica, vive da allora circondato da estreme misure di sicurezza (deve proteggersi le mani con dei guanti, non ne ho capito bene il perche') e mantiene ancora rapporti con i servizi segreti.
 Sono riuscita a capire quasi tutto, tranne ovviamente le conversazioni in basco, ma erano tutte sottotitolate: qui in Spagna da una regione ad un'altra non capiscono i dialetti. E' come dire che un Pescarese non capisce una persona che parla romanaccio... Assurdo...



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lunedì, 22 novembre 2004

Come ogni sabato ormai, siamo andati in giro per i paesini della Cantabria e questo sabato e' stata la volta di Barsena Mayor. Il paesino e' piccolissimo, ma le case in pietra e legno (nella foto) gli danno "il carico a briscola". Fondamentalmente, pero', e' stato un sabato mangereccio. Prima di andare a Barcena ci siamo fermati a fare l'aperitivo a base di chorizo(simile ad una lonza, ma piu' porca e piu' secca), patatine fritte e mosto bianco in un bar zezzissimo che stava pieno di ragazzi (per gli abruzzesi: come Serrone prima del restauro). Dopo neanche 2 ore eravamo seduti in un ristorante a lato del fiume e abbiamo mangiato il mitico Cocido Montañes, una zuppa con fagioli (la prima volta che li mangio in tutta la mia vita, mamma sicuro non ci credera'), verza, chorizo, carne di maiale, grasso e patate...Una bomba a orologeria... Ho avuto bisogno di tre quarti d'ora per alzarmi dal tavolo....
Visto che eravamo di passaggio e in orario, siamo anche andati a vedere la bassa marea nella baia di San Vicente De La Barquera. E' uno spettacolo allucinante vedere tutte quelle barche "imbrizzicate" nella sabbia per l'effetto del mare che indietreggia... Il nostro Cicerone Blanca ci ha spiegato che avviene tutti i giorni 2 volte al giorno e a me m'e' balenato in mente (in uno strano momento offuscato) di andare a raccogliere le telline ... Un ruttino al sapor di Cocido Montañes mi ha svegliato, per fortuna...



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venerdì, 19 novembre 2004

Finalmente lunedi' siamo andati a farci un giro in questo famosissimo Corte Ingles. Altro che Iper, Auchan, Ipercoop e tutto il resto degli ipermercati che ci sono a Pescara. Piu' che centro commerciale il Corte Ingles e' una "citta' commerciale". Una biblioteca con tanto di sedie e tavoli per leggere, un multisala enorme, un bowling e 4 piani di negozi: la particolarita' e' che non sono divisi da mura, e' come se fosse tutto un unico negozio. Solo alla fine di un agglomerato di negozi c'e' la classica porta anti-taccheggio, per intenderci quella che suona se passi senza aver pagato qualcosa.. Pur non avendo rubato niente, in qualsiasi porta passassi suonava l'allarme . Ho chiesto il perche' ad una commessa e lei mi ha spiegato che forse era qualcosa di metallico che avevo nella borsa, che portava a far scattare l'allarme. Insomma, figuracce su figuracce per 4 piani di centro commerciale, quando alla fine arrivo alla porta principale. Vado per uscire e... ovviamente risuona l'allarme . Mi si avvicina il signore della sicurezza, un tipo grassottello con la faccia simpatica, e mi chiede di aspettare li' sulla porta perche' doveva andare a prendere il metal detector portatile, non so come si chiami (per intenderci quello che sembra una spazzola). Tutti i clienti mi guardavano come se fossi una ladra, ed io mi sono collassata di risate a vedere tutte quelle facce indagatorie e dubbiose . Passato il metal detector ovunque, abbiamo scoperto che era un talloncino metallico antitaccheggio cucito all'interno della giacca. Abbiamo riso entrambi su questa cosa, io aprendogli la borsa in faccia e lui scherzando sulla mafia italiana (ormai e' un classico). Morale della favola: la prossima volta che vado al Corte Ingles ci vado in costume...

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la ciudad de santander, gli spagnoli

giovedì, 18 novembre 2004

Da bravi italiani, stiamo cercando un metodo per falsificare i biglietti dell'autobus. Una sola corsa all'interno della citta' costa 1 euro, mentre la corsa che porta ai centri commericali o all'aeroporto costa 1,50. I costi elevati forse dipenderanno dal tipo di servizio che offrono: sull'autobus ci sono riscaldamento e musica. Nell' autobus che ci ha portato da Bilbao a Santander (100 km a 10 euro), ci hanno offerto cioccolatini, salatini, coca (cola) o acqua a scelta, le cuffiette per sentire le sei stazioni radio situate su ogni sedile (una stazione era l' audio del programma televisivo che stavano trasmettendo sull'auto) e una borsa di plastica con la scritta della compagnia, per intenderci di quelle con cui si fa la spesa.
Il fatto comunque rimane questo: perche' dover affrontare spese inutili, quando possiamo sfruttare il nostro essere italiani ? I biglietti sono semplici pezzi di cartone, in bianco e nero(cosi' non ci andiamo sotto con l'inchiostro a colori) e non esistono controllori. Bisogna necessariamente mostrare il biglietto all' autista del mezzo e farglielo timbrare. Sara' fattibile? Ci aggiorniamo.. ¡Adios!


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la ciudad de santander, gli spagnoli

martedì, 16 novembre 2004

Fino ad una settimana fa, la musica che stava accompagnando questo mio Erasmus era quella che avevo accuratamente selezionato in Italia. Mi sono attrezzata comprando un lettore mp3, arrangiando l'amplificazione stereo con due vecchie casse per pc e masterizzando qualcosa come 300 mp3 ma a distanza di quasi 2 mesi avevo imparato a memoria la successione di tutte le canzoni. Tutto questo fino ad una settimana fa, quando Jose' mi ha masterizzato 2 cd: uno di Bebe (la nipote di Paco de Lucia) e quello che a me piace di piu', Melendi (il ragazzo nell'immagine), cantautore asturiano che ha avuto un grande successo con la canzone "Con la luna llena", canzone che e' stata anche la colonna sonora della Vuelta de España (la gara ciclistica). Se vi capita di beccarlo in un programmino p2p scaricatevi qualche sua canzone e fatemi sapere se vi piace. ¡Hasta pronto!

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l appartamento spagnolo, i personaggi

domenica, 14 novembre 2004

Che giornata! Ieri siamo partiti da Santander alle 12.00 e siamo arrivati a Potes (paesino del Pico De Europa) per le 13.30, alla famosa festa dell' Orujo. Io, il Siculo, Fed e la loca Blanca (Fed ci ha raggiunto verso le 20.30 in autostop...sta fuori di testa completamente). L' Orujo bianco, prima forma di Orujo, e' fondamentalmente la nostra grappa, ma esistono anche diverse creme di Orujo (crema bianca, al melone, alla mela verde... inutile dirvi che le ho assaggiate tutte). Abbiamo mangiato come dei maialini in un ristorante con un menu' del giorno che sembrava uno di quei pranzi di matrimonio all'abruzzese, di quelli che entri alle 13.00 ed esci (se ne esci vivo) intorno alle 2.00 del mattino..(tutto questo alla modica cifra di 9 euro).
Verso le 18.00 abbiamo assistito all'inaugurazione della festa sotto un capannone allestito appositamente per la maledetta pioggia che qui in Cantabria non fa altro che scendere e scendere .. La festa consiste nell'aspettare tutti insieme la distillazione del prodotto, cantando, ballando, divertendosi e parlando con tutti per poi, ovviamente procedere all' "assaggio". Cicchetti gratis per tutti! Descrivervi l'atmosfera che c'era ieri sera potrebbe quasi sminuirla: musica di montagna allegra e festosa, tutti che ballavano con tutti, "trenini umani" che partivano da ogni angolo della festa e s'incrociavano, baci e abbracci, risa e chiacchierate con persone totalmente sconosciute e ovviamente ubriache. Ma soprattutto nessuna rissa, massimo rispetto per la fila di persone che aspettavano di avere il cicchetto dietro al bancone e gentilezza con tutte le persone accanto: un ragazzo, vedendo che avevo le mani vuote mi mette il suo cicchetto nelle mani e mi dice:" Devi sempre avere un cicchetto con te. Puoi anche sorseggiarlo, non devi necessariamente berlo tutto in una volta". Un clima di festa MAI visto uguale. semplicemente UNICO. Mi sono divertita molto, soprattutto a vedere Fed che, completamente ubriaco, accimentava tutti: e' andato da un ragazzo che era al telefono per domandargli se era la ragazza quella con la quale stava parlando(...no comment...); ha conosciuto il padrone di una fabbrica di Orujo che aveva uno stand li' alla festa che l'ha preso in simpatia e gli ha regalato una bottiglia del prezioso nettare e Fed, per ringraziarlo, si e' messo ad aiutarlo a distribuire i cicchetti da dietro al bancone. Ad un certo punto della festa, pero', l'avevo perso di vista. L'ho ritrovato solo a musica spenta che cercava di mandare un sms, senza riuscirci molto... Dopo poco ha vomitato anche l'anima... Mi sono armata di coraggio e sono stata tutto il tempo a reggergli la testa, sia all'aria aperta che in macchina, dato che ha continuato a vomitare anche per tutto il viaggio di ritorno... "L' Orujo fa molto male", mi ha detto un signore anziano quando mi ha visto aiutare Fed, "il tuo amico stara' cosi' per almeno 2 giorni". Vi faro' sapere che ne e' stato di lui...

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sting coma sting, gli spagnoli

giovedì, 11 novembre 2004

Il giorno dopo del mio arrivo in Spagna, sono andata all' universita', esattamente all' ORI (Oficina Relaciones Internacionales) per comunicare il mio arrivo e per ultimare le faccende burocratiche. Mi hanno dato un pacco di scartoffie da compilare e, fra tanti moduli, la richiesta di adesione al Corso di Idioma (120 euro solo la grammatica, 160 euro grammatica e conversazione). Ovviamente quel modulo e' ancora in bianco. Ho deciso che avrei fatto a meno del corso e che avrei imparato da sola la lingua, parlando con la gente e aiutandomi con il vocabolario. Ma ho trovato di meglio: Jose', il barista del Ventilador del quale vi ho parlato alcuni post fa, e' il mio ufficiale Profesor de Castellano y Profesor de malas palabras oltre ad essere il mio barista di fiducia . I primi tempi mi correggeva e mi spiegava quando e come usare i verbi (per noi italiani i verbi spagnoli sono micidiali: tengo hambre significa ho fame. Si usa il verbo tenere al posto del verbo avere quasi sempre. Bisogna entrare nella forma mentis napoletana per poter parlare bene). Dopo un mese e mezzo di grammatica, superato il livello base, abbiamo iniziato con il corso intermedio: Corso intensivo di parolacce. Ormai le so quasi tutte, ma non solo perche' Jose' le ripete continuamente (le parolacce sono un intercalare costante nella lingua spagnola. Per esempio lui mi chiama hija de la gran puta ... -mamma tu non c'entri niente-), ma anche perche' rimangono impresse meglio nella mia memoria, chissa' perche'... Prima di partire pensavo che De puta madre (la recente e famosa firma italiana) fosse il classico modo per insultare le mamme, ma Jose' mi ha pazientemente spiegato che si dice esta' de puta madre quando una cosa sta da Dio, quando e' bella. Ieri ha voluto l'url del mio blog per visitarlo e mi ha spedito un sms lamentandosi del fatto che fosse citato una sola volta. Cosi' oggi ho deciso di dedicargli un post intero. Para Jose' :¿Estas feliz ahora, hijo de la gran puta? Te quiero mucho.

postato da: MissPalmy | 16:02 | commenti (19)
i personaggi